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Sai qual è il motivo principale per cui spesso commettiamo errori?

Per la paura di commettere errori.

Prendiamo ad esempio il Public Speaking. Quando lavoro con i miei clienti sulla loro abilità di parlare in pubblico, molto spesso queste persone smettono di commettere errori quando… smettono di avere paura di commetterli.

Il pensiero di sbagliare qualcosa durante il loro discorso o di dire qualcosa di scorretto spesso ossessiona le persone al tal punto da farle concentrare troppo su loro stesse e sul contenuto del loro discorso, dimenticando il vero motivo per il quale si trovano lì: trasmettere un messaggio in modo efficace ad altre persone. Non prestando più attenzione all’oggetto principale della loro presentazione (il pubblico appunto) e focalizzandosi ossessivamente sulla loro scaletta e sul loro stato d’animo ansioso, essi commettono errori. E anche se non li commettono, ottengono comunque una performance fiacca, goffa, distante. Magari alla fine il discorso è corretto, ma la freddezza e la concentrazione con cui lo hanno pronunciato lo rendono del tutto inefficace.

Oppure prendiamo l’esempio di una performance sportiva: l’atleta che si concentra troppo sull’evitare di sbagliare un gesto tecnico tende innanzitutto ad avere i muscoli oltremodo tesi e questo gli fa perdere la reattività, la naturalezza e il rilassamento fisico necessari a una buona performance. Inoltre fino a che lo sportivo continua a pensare “non devo commettere errori” oppure “devo evitare di sbagliare” la mente gli riproporrà immagini di errori. Il pallavolista vedrà la sua battuta finita in rete, il portiere un pallone non parato, il giocatore di basket un tiro libero nel ferro e il tennista un rovescio finito fuori campo. Questo sicuramente non aiuterà la loro performance.

Ricordiamo sempre che la nostra mente pone la sua attenzione dove noi le diciamo di porla, e per aumentare le nostre probabilità di riuscita dobbiamo immaginare di riuscire, in qualsiasi ambito. Ecco allora che è molto più utile concentrarci su immagini di successo in cui la battuta è così forte da diventare un punto, il pallone viene parato con sicurezza, il tiro libero finisce nel canestro e il rovescio è un colpo vincente.

È quando le persone se ne fregano di commettere errori e si concentrano su ciò che stanno facendo che accade la magia. Lo sportivo migliora i suoi risultati, il Public Speaker risulta più credibile, più convincente ed efficace.

Spostando il focus su altre persone avrai l’opportunità di osservare i tuoi problemi da un altro punto di vista e allargherai la tua percezione del mondo. Inoltre, nell’intento di risolvere i problemi altrui modificherai il tuo dialogo interno con nuove domande utili a trovare soluzioni.

Infine, aiutare gli altri ti arricchirà in un modo che non puoi neanche immaginare, regalandoti una gioia unica!

È stato dimostrato tra l’altro che commettere un errore di fronte agli altri ci rende più simpatici. Questo effetto psicologico viene chiamato Effetto Pratfall, ed è stato confermato da uno studio condotto dall’Università del Minnesota. Durante un concorso è stato chiesto agli spettatori di valutare quanto piacevoli apparivano i partecipanti, e alla fine è emerso che i partecipanti classificati come più simpatici e piacevoli erano quelli che avevano commesso più errori e non quelli con una performance impeccabile: le persone provavano infatti una profonda empatia verso i loro errori e questo faceva percepire i concorrenti più vicini a loro.

Parlando di effetti psicologici, c’è un altro meccanismo dell’essere umano che ci fa diminuire drasticamente l’efficacia delle nostre performance in pubblico e aumentare la probabilità di commettere errori. Si tratta del nostro egoismo.

Razionalmente sappiamo che non è così, ma in cuor nostro tendiamo a credere che siamo il centro dell’universo. Prima di ogni performance pensiamo che siamo sotto i riflettori e che tutti ci stanno guardando, magari attendendo trepidanti il momento in cui sbaglieremo qualcosa. Questo atteggiamento è solo frutto di semplice paranoia e un prova del nostro egoismo perché in realtà gli altri ci guardano molto meno di quanto pensiamo.

Anche questo è stato dimostrato da uno studio sociologico. Alcuni psicologi dell’Università di Cornell hanno chiesto a un gruppo di persone di indossare una maglietta con sopra un’immagine che li facesse vergognare e di trascorrere la giornata normalmente. Alla fine della giornata hanno calcolato quante persone avevano notato la maglietta e mentre chi la indossava riteneva che l’avessero notata moltissime persone, in realtà non fu così: nella maggior parte dei casi le magliette erano passate del tutto inosservate. A questo fenomeno è stato dato il nome di effetto Spotlight.

Se devi fare una qualsiasi performance personale, professionale o sportiva e vuoi evitare gli errori, evita di avere paura degli errori. Fregatene di essere perfetto, e concentrati piuttosto sul motivo principale per il quale ti trovi lì. Sei lì per trasmettere un messaggio? Sei lì per aiutare altre persone? Sei lì per vincere? Sei lì per divertirti? Immagina te stesso nella situazione di maggior successo e fai in modo che quanto sta accadendo nella realtà rispecchi il più possibile quell’immagine.

Ricorda infine che non sei al centro del mondo, e che gli altri notano i tuoi errori molto meno di te. Perchè alla fine anche se sbagli qualcosa il mondo andrà avanti lo stesso.