IL MIO BLOG

Oggi voglio condividere una considerazione che riguarda l’impatto del movimento sulle prestazioni professionali.

Non sono un medico né ho condotto un esperimento scientifico a riguardo, ma sono un’atleta per passione che fa Triathlon ad alto livello, e ho voluto osservare gli effetti dell’assenza di sport su di me, valutando in particolare l’effetto che la mancanza di attività fisica ha avuto sulla mia professione.

Circa due anni fa ho avuto uno stop forzato dagli allenamenti, di oltre un mese, a causa dell’incidente che ho subito durante i Mondiali di Triahlon distanza mezzo Ironman (1,9 km di nuoto in mare aperto, 90 km di bici e 21 km di corsa) a Nizza. Un periodo decisamente lungo per me, ma confesso che psicologicamente non è stata poi così tragica: non sono una professionista ma mi alleno in modo professionale, e come ogni ogni atleta saggio avevo già programmato un periodo di “scarico”. Non pensavo sarebbe stato così lungo, ma tant’è.

Ho quindi deciso di utilizzare questo periodo di riposo forzato per osservare con curiosità come il mio corpo avrebbe reagito all’assenza di sport. Le scoperte che ho fatto hanno confermato, ancora una volta, quanto lo sport sia essenziale nella mia vita (e, credo, in quella di tutti gli esseri umani) non solo per le conseguenze che esso ha sul mio fisico ma anche e soprattutto per ciò che lo sport dà alla mia attività principale: la mia professione di Trainer, Coach e Scrittrice.

Vediamo quindi cosa è accaduto durante quel mese:

1) Il mio battito cardiaco a riposo è aumentato di 15-20 battiti al minuto. Non voglio entrare nel dettaglio delle implicazioni di questo cambiamento visto che non sono un medico, ma sappiamo che questa non è una cosa buona.

2) Ho messo su peso. Anche questa in generale non è una cosa buona considerando che non ero sottopeso. L’unica persona che la pensa in modo differente è mio marito, a cui piacciono le donne morbide.

3) Il mio tono muscolare è diminuito. Anche questa conseguenza non è utile. I tre ortopedici che mi stanno seguendo hanno dichiarato all’unanimità che le conseguenze della caduta sono state contenute in modo importante proprio dal mio tono muscolare. In pratica, più muscoli = meno infortuni. E questo vale non solo per gli atleti, ma per chiunque.

Veniamo qui alla parte che riguarda squisitamente le prestazioni professionali:

4) Mi sento più stanca di prima, sia fisicamente che mentalmente. Arrivo a fine giornata con pochissime energie e sono svogliata. Mi sembra mi manchi quel surplus di energia buona che lo sport mi ha sempre donato.

5) Mi sento più nervosa. Reagisco con meno pazienza ai tanti problemi che devo, come tutti, affrontare ogni giorno, e risolvere le problematiche che si riscontrano naturalmente quando si devono gestire tante persone è per me più complicato del solito.

6) Mi sento meno lucida e reattiva di prima. Faccio più fatica a scrivere ad esempio, le parole mi vengono con più difficoltà e perdo più facilmente la concentrazione. Questo è l’aspetto più grave per il mio lavoro di scrittrice.

Si parla spesso del fatto che il movimento aumenti la qualità della vita e anche se io per prima l’ho sempre pensato, non mi ero resa conto di quanto ciò fosse vero anche per l’aspetto professionale. Prendere consapevolezza dell’enorme impatto che lo sport ha sulla qualità dei miei pensieri, delle mie decisioni e delle mie reazioni è stato estremamente interessante, e ha confermato la decisone che ho preso già tempo fa di dare grande priorità allo sport e al movimento nonostante la vita impegnatissima che conduco.

A volte trovare il tempo di fare movimento nonostante le tantissime ore di lavoro, i numerosi viaggi, la famiglia e i lunghi periodi fuori casa è complicato, ma ora più che mai so che ne vale la pena. Perché è proprio grazie al movimento che la qualità di tutto ciò aumenta esponenzialmente, ed è grazie al tempo che investo nello sport che posso essere ancora più performante come professionista.