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Qualche tempo fa una mia amica ha trovato un cucciolo di cane in strada.

Era stato ferito alla zampa forse da un’auto e se ne stava lì, tremante e impaurito, vicino al marciapiede del bar dove lei aveva appena fatto colazione.

Non avendo mai avuto animali domestici la mia amica non sapeva cosa fare. La sua prima reazione è stata quella di chiedere aiuto con un post su Facebook.

Quello che è successo dopo mi ha sorpreso, meravigliato e indispettito. E, soprattutto, mi ha fatto riflettere.

Prima di tutto la bella notizia: un sacco di persone hanno immediatamente dato notizie utilissime in merito a cosa fare in questo e in altri casi simili. Ho imparato che esiste un pronto soccorso canino (e mi sono salvata il numero sul cellulare che non si sa mai), una persona si è subito offerta di prendere in custodia il cagnolino fino a che non si fosse trovato il padrone e un’altra ha dato il contatto di un medico veterinario della zona. Un ottimo utilizzo dei social e uno straordinario atteggiamento volto alla risoluzione del problema. Bravi!

Poi, una riflessione. Tra i tanti commenti a questo post, quelli di una signora mi hanno colpito in modo particolare. Questa signora continuava a commentare cose tipo “bisognerebbe arrestare i padroni!” “andrebbero punite persone come questa che abbandonano i cani” “in che mondo da schifo viviamo?!” e ripeteva queste affermazioni sotto ogni commento di aiuto concreto, arrivando a scrivere “si vabbè ora te ne prendi cura tu ma i padroni andrebbero trovati e multati!” sotto la proposta della signora che si è offerta di ospitare il cagnolino in casa propria. Come se trovare il colpevole per punirlo fosse più importante della soluzione al problema.

Il contrasto di atteggiamento tra chi si dava da fare con soluzioni pratiche per risolvere la situazione e questa signora che continuava a inveire contro il mondo senza fornire alcun aiuto concreto è balzato evidente ai miei occhi.

Ecco esempi concreti di atteggiamento costruttivo e distruttivo: ecco cosa significa essere orientati alla soluzione o avere il focus sul problema, ecco come si comporta chi vuole risolvere davvero la situazione e chi invece se ne sta lì, fermo, a lamentarsi o a cercare il colpevole senza fare nulla.

Non è certo grazie alla signora in questione che il cagnolino è stato riportato a casa.

Perché, ebbene sì, c’è un lieto fine in questa storia. Il cagnolino si era semplicemente smarrito, e grazie al chip è stato identificato e riportato ai disperatissimi padroni, che ora se ne stanno prendendo cura con tutto l’amore possibile. E tutto l’astio della signora è stato inutile.

Ecco quindi la tua strategia mentale odierna: quando si verifica un problema, fai attenzione al comportamento che metti in atto: verifica che non sia inutilmente distruttivo ma che sia invece risolutivo e di valore!

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