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Una delle domande che mi viene rivolta più spesso dalle persone che seguo in coaching, in riferimento a qualche azione che loro fanno abitualmente e che però non permette loro di ottenere i risultati che vorrebbero (ad esempio non avere voglia di fare qualcosa di utile ma scomodo), è:

È normale che sia così?

È normale che io rimandi a fine giornata le cose più difficili da fare? 

È normale che io non abbia voglia di studiare o lavorare tutti i giorni? 

È normale che io non riesca a modificare questa brutta abitudine?

Analizziamo questa domanda e valutiamo assieme le conseguenze di porcela.

Se io rispondo che, sì, questo comportamento è normale, cosa accade nella mente della persona?

Di solito la persona si sente in qualche modo sollevata, in virtù del principio “mal comune mezzo gaudio”. La mia risposta non dà certo strategie utili per risolvere il problema , ma visto che “tanto lo fanno tutti”, la persona si sente autorizzata a continuare a pensare in modo poco utile. E non risolve il problema.

Se invece rispondo che non è normale, la maggior parte delle volte la persona sposta il focus dal problema a un altro problema, che questa volta coinvolge la sua identità. Non sentendosi “normale”, si chiede: cosa c’è di sbagliato in me? Perché non sono normale? Queste nuove domande non solo allontanano ulteriormente la persona dal modificare i suoi comportamenti poco funzionali, ma peggiorano addirittura la situazione estendendo il suo senso di inadeguatezza alla sua intera esistenza. Problema non risolto e, anzi, peggiorato.

Per la mia esperienza “è normale che sia così” è nella maggior parte delle situazioni una delle domande meno intelligenti che possiamo porci.

Molto più intelligente è invece chiederci:

  • come posso modificare questo comportamento?
  • quale strategia posso utilizzare per modificare questo comportamento?

Riprendendo gli esempi fatti sopra:

Che strategia mentale posso utilizzare per imparare a sbrigare per prime le cose per me più difficili? 

Come posso sviluppare e allenare la voglia di studiare tutti i giorni? 

Con quale nuova abitudine funzionale posso sostituire questa vecchia brutta abitudine, per ottenere finalmente risultati diversi?

Ricorda: le domande che ti poni indirizzano la tua attenzione, le tue energie e i tuoi sforzi. 

Se le tue domande ti indirizzano verso il problema, la tua attenzione rimarrà concentrata verso il problema stesso, ma così facendo non troverai il sistema per risolverlo.

Se le tue domande indirizzano invece il tuo focus verso la soluzione del problema, sarà molto più facile per te risolvere quella situazione. E il fatto che il tuo comportamento sia o meno “normale” passerà in secondo piano.

 

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